Se c’è un motivo per cui vivere a Roma, checché se ne dica, non è poi così male, è che solo in grandi città come questa capita sott’occhio ogni genere di moto: le ultime novità, rarissime moto d’epoca, quelle più comuni e quelle più esclusive, di ogni marca e per tutti i gusti. Per l’occhio attento è sempre un belvedere.
Così, quando sono costretto a sorbirmi le sfiancanti maratone dello shopping al centro o mentre perdo almeno mezz’ora a cercare un parcheggio, battendo palmo a palmo interi quartieri della città, uno dei miei passatempi preferiti è andare a caccia di qualche modello poco diffuso, magari nostalgicamente appoggiato sul cavalletto sopra il marciapiede di una strada secondaria.
Giorni fa il mio moto radar capta un fortissimo segnale proveniente da una traversina, in mezzo alla quale intravedo una enduro scura dal posteriore molto rialzato (per questo sembra quasi coricata sul cavalletto laterale). A distanza realizzo che è un modello risalente a una trentina di anni fa, le forme sembrano quelle. Ciò che ho difficoltà a comprendere è come mai brilli quanto un modello con al massimo un paio di messi sulle spalle!
Così, quando sono costretto a sorbirmi le sfiancanti maratone dello shopping al centro o mentre perdo almeno mezz’ora a cercare un parcheggio, battendo palmo a palmo interi quartieri della città, uno dei miei passatempi preferiti è andare a caccia di qualche modello poco diffuso, magari nostalgicamente appoggiato sul cavalletto sopra il marciapiede di una strada secondaria.
Giorni fa il mio moto radar capta un fortissimo segnale proveniente da una traversina, in mezzo alla quale intravedo una enduro scura dal posteriore molto rialzato (per questo sembra quasi coricata sul cavalletto laterale). A distanza realizzo che è un modello risalente a una trentina di anni fa, le forme sembrano quelle. Ciò che ho difficoltà a comprendere è come mai brilli quanto un modello con al massimo un paio di messi sulle spalle!
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| Vista laterale dell'XL 600R. Da notare la forma dello scarico, il paramotore traforato, il kickstarter. |
Via via che mi avvicino, la moto prende forma e si presenta davanti a me in tutto il suo splendore: è una Honda XL 600R originale, nera con telaio rosso. Wow, è perfetta e bellissima, come fosse stata acquistata l’altro ieri, e mi riporta indietro agli anni in cui i ventenni di allora vivevano l’accesa rivalità tra Honda XL e Yamaha XT… Resto lì a fotografare con l’iPhone, temporeggio nella speranza che si affacci il fortunato proprietario, ma nulla. Mi allontano camminando all’indietro come un gambero, finché, raggiunto l’angolo della strada, l’XL non scompare dalla mia vista.
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| Il posteriore della XL 600R. In bella mostra il comodo portapacchi posteriore, le freccione anni '80 e la lunga sella con maniglia centrale e logo Honda. |
Su hondaxl.it ho trovato parecchie informazioni su questo modello, in tutte le sue evoluzioni e cilindrate. La XL 600 che ho fotografato probabilmente risale al periodo compreso tra il 1984 e il 1987. È una monocilindrica da 589cc che eroga una potenza di 42 CV e pesa 134 kg. Freno anteriore a disco, posteriore a tamburo: “Qualcuno ha montato un disco sul posteriore – spiegano i ragazzi di hondaxl.it - ma si va fuori omologazione (la tipologia di freni originale è riportata sul libretto) e ci si espone a multe salate o a conseguenze spiacevoli nel malaugurato caso di sinistri (rivalsa dell'assicurazione). E poi, anche se può sembrare anacronistico ed insufficiente per gli standard odierni, il tamburo posteriore delle XLè più che adeguato per gli scopi e le prestazioni per cui fu costruita ai suoi tempi”.
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| L'XL 600R vista dall'alto: strumentazione essenziale ma efficace, manubrio con traversino, tappo serbatoio con sfiato e decal originale sul serbatoio. |
Un bel giocattolo insomma, buono sia per l’asfalto sia per il fuoristrada non impegnativo, con un pistone inarrestabile che, come ogni enduro degli anni ‘80 che si rispetti, fa vibrare pedane e manubrio per la gioia degli amanti del genere. E senza troppe noie: “Le XL non presentano difetti congeniti. Basta curare la manutenzione regolarmente, specie per quanto riguarda la sostituzione dell'olio. Spesso le XL trascurate dai proprietari e costrette a marciare con poco olio presentano danni alla distribuzione. Per il resto sono moto robuste. La 600R non dispone dell’avviamento elettrico ma del solo kickstarter: se la moto è a punto, con un minimo di pratica parte sempre e al primo colpo”.
Una Honda XL 600R non è facile da trovare sul mercato dell’usato e avere la fortuna di rintracciarne una in vendita da un unico proprietario e magari con poche decine di migliaia di chilometri è come vincere la lotteria. Il valore di una 600R in buone condizioni si aggira tra gli 800 e i 1500 euro e parliamo di motori che, se ben curati, riescono a totalizzare oltre i 200.000 km!
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| Un'altra immagine della XL 600R. Fonte: hondaxl.it |
Oltre alla colorazione nera, questa affidabile monocilindrica 4 tempi è disponibile anche in Monza Red, con telaio rosso, tabelle portanumero bianche e sella blu, la classica livrea della casa alata, e in bianco con telaio rosso, tabelle portanumero nere e sella rossa. Ma anche nella versione che strizzava l’occhio alla competizione motociclistica più popolare e avventurosa di quegli anni: è la Honda XL 600R Paris Dakar e si distingue dal modello base per alcuni dettagli come il serbatoio maggiorato con colorazione HRC bianca rossa e blu e decal Paris Dakar, soffietti forcella e sella blu, differenti tinte dei fianchetti laterali e cerchi color oro. Le prestazioni restano identiche, ma essendo un modello più raro da trovare, il valore dell’usato potrebbe essere un tantino più elevato.
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| Cinque Paris Dakar in attesa di partire per un raid africano. Fonte: rallye-tenere.net |
Per chiudere degnamente questo speciale ho scelto di riportare il racconto pubblicato da flaviob46 su Mototurismo, parole semplici che esprimono il giusto riconoscimento verso una delle motociclette più amate dagli appassionati di quel periodo e che ancora oggi conserva un fascino immutato: “Ho guidato una Honda XL 600R Paris Dakar dall'86 al 97, comprata seminuova, con soli 2000 km. Mi ha portato in Marocco, Turchia, Balcani, Svizzera, Austria, Germania, Francia e due volte in Spagna. Quando arrivava l'autunno smontavo frecce, retrovisori e fiancate, rivestivo alla meglio il serbatoio e la usavo fino a primavera come moto da enduro vero, a volte anche su pista da cross”.
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| Un'immagine evocativa della Honda XL 600R Paris Dakar. |
“Mai avuto un inconveniente, neanche minimo. A parte pneumatici, catena, pignoni e batteria, non ho mai sostituito niente. Per metterla in moto bastava solo un po’ di sensibilità: in più di dieci anni penso di aver ricevuto non più di 4 o 5 calci…
Una volta scivolai attraversando un guado e la moto rimase completamente immersa nell’acqua. Per rimetterla in sesto è stato sufficiente ripulire la candela e sostituire un paio di volte l'olio motore. Per una settimana ristagnò dell'acqua nel faro anteriore ma il motore girava regolarmente.
Una gran bella moto, onesta, affidabile, divertente. Davvero. Nel 97 stavo per sposarmi e sapevo che, se non avessi preso una moto nuova proprio allora, avrei dovuto attendere chissà quanto tempo. Soltanto adesso rimpiango di non averla tenuta…”.
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