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sabato 19 marzo 2011

Yamaha XT 600: quello che non c'é non si rompe

L'immagine di una vecchia brochure della Yamaxa XT 600 43F. Sullo sfondo il Sahara...

È il 1979. Thierry Sabine organizza la prima edizione di quello che diventerà uno dei Rally Raid più famosi al mondo, la Parigi Dakar. Le imprese dei mezzi e dei piloti impegnati nel deserto del Sahara infiammano gli animi degli appassionati di tutto il mondo. 
Mentre la Yamaha XT 500 del francese Cyril Neveu vince la prima Dakar, Fabio ha solo 17 anni, ma ad Alassio, in Liguria, dove sterrati, dislivelli e fondi pietrosi dettano legge sull’asfalto, esplode la sua grande passione per l’enduro, nata appena pochi anni prima in sella a un Fantic Regolarità Casa 50 elaborato con cilindro, espansione, carburatore, frizione e rapporti del modello Competizione. Le colline di Alassio, le spiagge, il clima mite e la posizione strategica, a metà tra la Costa Azzurra francese e i boschi dell’entroterra del Basso Piemonte, offrono un ambiente naturale impareggiabile per dedicarsi quotidianamente all’off-road. Così, lungo la pista di motocross di Colle San Bartolomeo, vicino Imperia, su un tracciato pieno di buche e discese da brivido, il Fantic di Fabio cerca invano di stare al passo dei più potenti Villa 250, Bultaco 250 e KTM 400, tutti rigorosamente 2T.

Fabio nel 1984 con la sua prima 43F nera e rossa nuova di zecca

Arriva il 1982 e Yamaha commercializza i primi motori 600 cc sulla celebre XTZ Ténéré. In quegli anni, come tanti suoi coetanei, anche Fabio subisce il fascino selvaggio e irresistibile delle enduro dakariane. L’incontro con la moto che gli cambierà la vita avviene nel 1984, quando, provando il nuovo acquisto di un amico, si accende in lui una fiamma che ancora oggi lo scalda: la passione per una delle monocilindriche da enduro più affidabili e longeve della storia, la Yamaha XT 600. “La mia prima XT 600 era nera con telaio rosso, la tenni per circa un anno. Nel 1998 acquistai la 2KF blu che possiedo ancora oggi. L’ultima è arrivata nel 2008, una 43F del 1984, bianca e rossa, che sto restaurando con le mie mani”.


La 2KF blu di Fabio durante un raduno. Da notare il tassello su entrambi i pneumatici

Con perizia ed entusiasmo, Fabio racconta nascita ed evoluzione di questo glorioso modello: “Dopo la 500 del 1976 e la 550 del 1981, i mono Yamaha da 600 cc arrivano prima sulla XTZ 34L Ténéré, con serbatoio da 30 litri, ispirata proprio ai rally nel deserto, poi sulla XTZ 55W”.

La Yamaha XTZ 34L Tenerè del 1982

La casa di Iwata decide quindi di puntare sulla stessa cilindrata anche per le XT ed ecco che nel 1984 nasce la 43F: “motore da 45 CV con carburatore  sdoppiato e cambio a 5 marce. Serbatoio da 11 litri, forcellone posteriore in alluminio, freno anteriore a disco, forcelle anteriori Showa, cerchi in lega color oro di ottima qualità. Peso a vuoto, circa 140 kg”. Insomma, tutto per sognare le piste africane!
In Italia la popolarità delle XT si impenna e anche il cinema ne celebra il successo: come dimenticare la polverosa sfida di Carlo Verdone, proprio a bordo di una 43F, nella commedia “Troppo forte”?

La Yamaha XT 600 43F galleggia tra le dune in una brochure del 1984

Nel 1987 arriva il modello 2KF, più stradale e pesante. “Yamaha aggiunge il freno a disco posteriore, il serbatoio arriva ai 13 litri, cambia l'inclinazione del cannotto di sterzo, per offrire maggiore stabilità (e meno maneggevolezza...), e aumenta la potenza del motore, grazie alla maggiori dimensioni del carburatore e delle valvole della testata. La XT però rinuncia al forcellone in alluminio, optando per l’acciaio, e alle forcelle anteriori Showa”.

La Yamaha XT 600 2KF blu e gialla, una delle colorazioni di maggior successo

La XT diventa un modello sempre più proiettato verso l'asfalto, e il percorso iniziato con la 2KF prosegue anche con i modelli successivi, XT 600 E/K tipo 3TB/3UW 1990/1995. “Il modello K mantiene l’avviamento a pedale, mentre il modello E dispone del solo avviamento elettrico. Il peso aumenta sino ai 175 kg del modello E, i cerchi sono in acciaio, la dimensione della ruota posteriore passa da 18” a 17”, le sospensioni perdono alcuni millimetri di escursione, il telaio perde robustezza ed include nella sua struttura persino il terminale della marmitta (!)”. Spariscono così molti pregi delle prime versioni, a vantaggio di una maggior fruibilità su strada.

La Yamaha XT 600 E 3TB con avviamento elettrico

Le ragioni del successo della XT 600 non sono un segreto. E' un mezzo polivalente, in grado di viaggiare su asfalto, dove “può raggiungere i 160 Km/h”, su sterrato e, senza troppe modifiche, anche in mezzo al deserto, “nelle officine africane la sua meccanica è ben nota”. I consumi del mono quattro tempi sono molto contenuti, circa 20 Km/litro. La meccanica è estremamente longeva: “la mia 2KF - rivela Fabio - ha ben 110.000 Km”! È una moto senza “estremismi” tecnici ma dotata di grande robustezza, affidabilità e semplicità di utilizzo. In questo caso più che mai vale il detto: “quello che non c'é non si può mai rompere!”.
Naturalmente anche le XT degli anni ’80 e ’90 possono presentare alcuni punti deboli, specie dopo aver percorso decine di migliaia di chilometri: “le sedi dei cuscinetti di banco, la cementazione degli ingranaggi del cambio, il raddrizzatore / stabilizzatore di tensione e talvolta gli avvolgimenti dello statore. Tutti difetti che comunque si presentano (se si presentano) non prima dei 40/50.000 chilometri”.

Una 3TB durante un raduno. Sullo sfondo la "cugina" TT 600 59X

Recentemente, anche a causa della crisi, il mercato dell’usato è molto più vivace di quello del nuovo. Ma di “vecchie” XT in buone condizioni non se ne trovano così facilmente. “Serve molta fortuna per scovare un esemplare dimenticato in cantina, mentre é più facile acquistarne uno ben tenuto anche se non più completamente originale”.
Le versioni suggerite sono quelle prodotte prima del 1990: “Un 43F del 1984 in buone condizioni può valere tra i 1000 e i 1800 euro. La valutazione è più o meno identica per un 2KF, mentre un XTZ 34L può anche superare i 2000 euro”.
Prima dell’acquisto di un modello usato, il propulsore è la parte da controllare con maggior attenzione: “motori che producono rumori anomali o che necessitano di un costoso smontaggio completo sono da evitare”. Al contrario, se ben carburata, una XT 600 degli anni '80 si accende anche con la semplice spinta di una mano: “provare per credere”!
Per la ciclistica non occorrono particolari cautele, “basta fare un bel giro di prova”. I ricambi sono facilmente reperibili, “sia su Ebay, sia nei vari mercatini dell'usato”.
L’acquisto di una XT 600 usata si traduce così in economia di esercizio, robustezza ineguagliata, polivalenza, facilità di riparazione e, dettaglio non trascurabile, risparmio su assicurazione e bollo (il modello compare nel registro FMI delle moto d'epoca).

Un raduno xt600.it sul Colle dei Signori (2111 mt slm), lungo la via del Sale che collega Liguria e Piemonte

Chiedo a Fabio se l’attuale XT commercializzato da Yamaha sia all’altezza del modello storico: “Per me no, ma… non dirlo forte. La fabbricazione made in Italy non ha portato benefici. Pare che manchi la volontà: le recenti rivisitazioni di XT, Tenerè e Super Tenerè poi, per me non sono restyling ma moto “diverse” e basta”.

In primo piano un "reimpasto" di Teneré di varie edizioni. Sullo sfondo la 2KF e un Tenerè originale

Spinto dalla sua passione, nel 2001 Fabio fonda il forum xt600.it, dov’è possibile incontrare altri possessori e fan del monocilindrico di Iwata, condividere esperienze, immagini e informazioni e partecipare ai raduni organizzati in ogni stagione e in ogni parte d’Italia. “Eravamo 4 amici al bar e, iniziando a cercare notizie utili sulla XT 600, ci rendemmo conto che c’era parecchio da fare per ridare spolvero a questo modello. Così, prendendo spunto da siti esteri, e, grazie alla collaborazione degli oltre 4000 utenti attivi, oggi il forum accoglie una meticolosa banca dati e una comunità molto vasta. Siamo molto orgogliosi della nostra community, sempre pronta ad accogliere amichevolmente i nuovi iscritti e a dare una mano nel momento del bisogno, all’occorrenza anche tramite raccolte fondi spontanee, uno dei tanti esempi di solidarietà di cui xt600.it va fiero”.

Un raduno xt600.it sulle alture di Savona, località Rocca dei Corvi

Oggi Fabio ha 48 anni, si occupa di informatica ed elettronica, vive con la moglie ed è papà di una bellissima bimba di 7 anni. Tra lavoro, studio e famiglia, trova ancora il tempo di consumare i tasselli della sua 2KF blu sugli sterrati lungo la via Aurelia o verso le Alpi Marittime. E, in caso di pioggia, non sarebbe una sorpresa trovalo nel suo garage di Alassio, tra attrezzi anneriti dal grasso e vecchi ricambi, intento a restaurare, fino a tarda notte, la sua “nuova” 43F bianca e rossa dell’84.

2011 © Alberto Di Stefano - Conlamoto.it

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