domenica 1 aprile 2012

Suzuki RGV Gamma 250: urlo metallico


Nel cuore di ogni biker non c’è solo la moto che guida tutti i giorni ma tante altre piccole grandi fantasie a due ruote. Sappiamo bene che le motociclette suscitano emozioni, la loro scelta non è certo razionale come quando si acquista lo yogurt alla Coop. Nel nostro personale catalogo delle moto che fanno vibrare l’anima trovano spazio sia quelle utopistiche all’ultimo grido (state pensando alla 1199 Panigale?), sia modelli meno recenti, incrociati durante la nostra vita passata, da bambini, da adolescenti o da giovanotti. Modelli a volte popolari e apprezzati universalmente, altre volte improbabili, tanto da spingerci all’omissione con gli amici del circolo.
Lo ammetto: quando a casa mi chiedono, all’ultimo momento, proprio a ora di cena, di andare a comprare il pane in pasta per la pizza prima che chiuda il fornaio, faccio una tragedia pur di restarmene in panciolle; ma quando ieri pomeriggio ho avvistato una spigolosa supersportiva carenata bianca sul percorso ufficio – parcheggio, la pigrizia è svanita e si è subito trasformata in smania… Ho mollato borsa di cuoio e giacca a casa, precipitandomi a fare due scatti a un gran capolavoro della meccanica datato nineties: la Suzuki RGV Gamma 250!

Dal profilo aggressivo della RGV Gamma 250 spiccano il doppio scarico, il doppio disco anteriore e il telaio in allumino.

Non sono un gran appassionato di supersportive, eppure questa “Suzukina” da pista immatricolata da strada, che sprizza adrenalina da tutti i bulloni, mi ha sempre fatto sussultare. Probabilmente perché durante l’estate dei miei 16 anni, trascorsa quasi interamente al paese dei nonni materni, rimasi folgorato da una RGV che sfrecciava ogni pomeriggio avanti e indietro lungo il corso del paese, producendo un rombo paragonabile solo a una rasoiata metallica che delizia i timpani…

Oltre a qualche "segno di vita vissuta", il codone della Suzuki è caratterizzato dagli sfiati posteriori e dal serbatoio del gas del monoammortizzatore.

L’esemplare fotografato dovrebbe essere una delle VJ22M prodotta nel 1991, una bestiolina dal rapporto peso / potenza eccezionale: 63 CV per 139 kg, dimensioni da 125 e prestazioni da 1000! La sua caratteristica più evidente (specie quando la guidi…) è il motore, un bicilindrico due tempi a V da 90° a carburatori, raffreddato a liquido e gestito dal sistema SAPC (Suzuki Advantaged Power Control), una centralina elettronica che ha il compito di ottimizzare l'erogazione ai medi regimi attraverso un sensore che rileva il grado di apertura dell'acceleratore e il numero di giri motore. Altri dettagli affascinanti sono il cambio a 6 marce estraibile, il telaio in alluminio, l'avviamento a pedale, il complesso impianto di scarico dotato di valvole parzializzatrici, il doppio terminale posto sul lato destro sotto il codone, il doppio disco anteriore e le forcelle anteriori a steli rovesciati.

La strumentazione analogica di stampo sportivo, con il bel contagiri da pista in evidenza. Si notino anche i mezzi manubri.

Mentre immortalo la RGV con l’iPhone, sotto gli occhi incuriositi dei pendolari davanti al capolinea del bus, ho il piacere di incontrare Giovanni, proprio uno dei proprietari di quell’esemplare, e certo non gli risparmio una bella raffica di domande. È un motociclista esperto anche in pista e nel garage custodisce gelosamente una Ducati 999 e una Kawasaki ZX6R del 2007, non proprio due agnellini: “Comprai la RGV Gamma quando ancora non avevo la patente, mi affascinava da sempre ed ero sbalordito dal pacchetto prestazioni, peso, estetica. Oggi le bicilindriche quattro tempi sono molto potenti e leggere, con una coppia ben distribuita tra bassi e medi regimi, e già a 2000 giri offrono cavalli da vendere. La RGV invece va guidata a un numero di giri elevato perché la spinta vera arriva solo dopo gli 8000. È una moto pazzesca, leggera, ha una buona ciclistica per la sua età e, guidandola su strade extraurbane, colpisce per capacità di percorrenza e rapidità di inserimento in curva. È eccezionale per passo di marcia e sublime nei cambi di direzione”. Lunga vita al due tempi!

Un primo piano del doppio scarico, da notare la seduta tutt'altro che confortevole per il passeggero.

Giovanni sfodera anche qualche aneddoto da smanettone: “Una volta, salendo per il Parco Nazionale d'Abruzzo, ho dato giù a una Kawasaki ZX10R del 2005: che gran soddisfazione! Arrivati al paese, il tipo mi chiese che sospensioni montassi, perché la RGV saliva e s'infilava tra le curve come una spada. La mia risposta fu: puro manico!”.

Un'immagine dell'anteriore della 2 tempi giapponese inviataci da Giovanni.

Avevo già sentito in giro che una moto tirata come la RGV Gamma fosse anche molto delicata ed il mio interlocutore me lo conferma: “Questa moto ha sempre presentato problemi di valvole. Consumandosi possono cadere nel cilindro, perciò necessitano di manutenzione continua. Qualche difficoltà anche con la carburazione e con le forcelle, che spesso cedono nel tempo”.

Il tozzo posteriore della RGV Gamma 250 con doppio fanalino squadrato, tipico di molte carenata dei primi anni '90.

Leggendo qua e la sui forum dedicati alla pista ho trovato tantissimi pareri entusiasti sulla RGV, è davvero una moto con un’anima, che sa regalare emozioni in cambio di qualche attenzione in più. Bellissimo ed emblematico il commento di stampo fumettistico di un utente di motocorse.com: “Suzuki RGV Gamma 250: fumi e canti come Jessica Rabbit, ma corri come Beep Beep”.

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5 commenti:

  1. pensa che io ho avuto 2 gamma 500 ....
    emozione doppia e unica solo chi l'ha posseduta sa cosa vuol dire ... ufficial

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  2. Bravo Alberto
    Io ce l'ho da 4 anni e mi diverto un casino... senza pretese.
    Invidio chi ha avuto la 500 negli anni 80 (autovelox inesistenti)

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    1. Io la possiedo ancora la uso saltuariamente nonostante i miei 62 Anni, e quando la uso sulle colline Romagnole ne esce una Furia.

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  3. io la posiedo da 5 anni ed ora non abbandono il 2t ,ci spendo e la trasformo in una super special stadale ,da emozioni uniche sembra di guidare una gp ,meglio di quei carrettoni moderni 4t di 200 cavalli etutta eletronica .rgv 250 mer manici puri...

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    1. Grande, il fascino dei 2t e della RGV non si discute!

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